Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 12/10/2010

Le emozioni che mi avete trasmesso


Ieri pomeriggio non è stato un pomeriggio qualsiasi, ho avuto modo di sentire l’affetto degli amici che insieme a noi condividono un progetto che non è limitato, come qualcuno vorrebbe far credere, ai ricordi bensì alla contribuzione per un Paese migliore.
Non voglio parlare di quanti eravamo ieri  al Teatro Zappalà a Palermo (anche se qualcuno dice che eravamo cinquemila), piuttosto di chi eravamo.
A parte la classe dirigente,la deputazione nazionale, quella regionale, consiglieri provinciali, comunali, di circoscrizione, che già da soli riempivano la sala, c’erano tanti militanti, soprattutto giovani e donne, che vedono in questa nuova piattaforma politica la possibilità di poter contribuire allo sviluppo della Sicilia e dell’Italia.
C’era molta società civile, il mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria e dell’artigianato, segno che vedono nei “Popolari di Italia Domani” un soggetto con cui confrontarsi e portare avanti quelle che sono le soluzioni ai problemi dei diversi settori della nostra società.
Ieri è iniziata una nuova pagina della mia e della nostra storia, una pagina in cui noi per primi siamo PROTAGONISTI di un percorso vincente che ci vede in prima linea, tra la gente, sul territorio!!
Ieri mi avete regalato delle emozioni che mai avrei pensato di provare e sono convinto che ognuno di voi abbia provato le stesse emozioni.
Prima fra tutte l’emozione di fare la STORIA, perchè non è fra di noi che ce la dobbiamo raccontare, ma i nostri figli e i nostri nipoti che dovranno leggerla.
Per avermi toccato il cuore, vorrei dire a ognuno di voi GRAZIE!!

ADESSO IL FUTURO E’ NOSTRO!! GUADAGNAMOCELO!!

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 08/10/2010

Piazzese:E’ tornata la luce in Seconda Circoscrizione


<<Finalmente in una parte della Circoscrizione è tornata la luce>>.
Questo quanto affermato da Giuseppe Piazzese, Capogruppo del PID alla Seconda Circoscrizione del Comune di Palermo, il quale qualche giorno fa aveva fatto un’appello all’Amg affinchè si risolvesse il problema dell’illuminazione pubblica in molte strade del suo territorio.
<<Sono molto contento che sia stata data risposta ad un territorio che giornalmente lamentava i suoi problemi di illuminazione pubblica, manifestandomi la richiesta di una soluzione.Devo ringraziare l’Amg, che dopo le numerose richieste, ha finalmente dato seguito agli interventi, che mi auguro possano essere risolutivi. Devo però far presente – continua Piazzese – che rimangono ancora al buio diversi tratti di strada, in particolare uno in Via Pecori Giraldi, che si trova nei pressi di una chiesa molto frequentata e ai fedeli della quale, bisogna garantire l’incolumità>>.
Conclude Piazzese:<<Spero che si rosolva celermente l’emergenza illuminazione su tutto il territorio, così da poter far sentire tutti i cittadini sicuri.In ogni caso io sarò e vigilerò affinchè si possano dare risposte concrete al territorio>>.

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 04/10/2010

Piazzese:Padre Golesano persona per bene


<<Ho avuto modo di conoscere Padre Mario Golesano durante il mio mandato istituzionale e posso dire che, per quanto ho potuto constatare, prima ancora che un sacerdote retto è una persona per bene e che ha sempre agito nel solco della legalità>>.
Questo quanto comunicato da Giuseppe Piazzese, Capogruppo del PID alla Seconda Circoscrizione del Comune di Palermo, in merito al servizio mandato in onda da Striscia la notizia, il quale continua:<<Non sono in grado di entrare nel merito dei fatti enunciati da Stefania Petyx, nel video trasmesso, ma posso affermare con certezza che durante la sua permanenza nella Parrocchia di Brancaccio, Don Mario Golesano si è sempre comportato ed ha sempre espresso parole di disgusto nei confronti della mafia. Se ha dato vita a qualche associazione insieme a persone “dubbie”, sono convinto lo ha fatto inconsapevolmente, anche se comunque non ho mai creduto che le colpe dei padri debbano essere portate per sempre in eredità dai figli>>.
Conclude Piazzese:<<Spero che Don Mario abbia l’opportunità di replicare, a parole e con i fatti, alle velate, ma poi non tanto, accuse prima d’ogni cosa morale, rivoltegli da Striscia la notizia>>.

Di seguito il link a cui trovare il video mandato in onda nella puntata del 04/04/2010 da Striscia la notizia:

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_10_pet4.flv

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 04/10/2010

Piazzese:Bisogna far luce in Seconda Circoscrizione


<<Sembra quasi una di quelle esclamazioni, che cercano verità su qualche vicenda, ma invece ciò che dico deve essere letto nel suo significato letterale: bisogna far luce in Seconda Circoscrizione>>.
E’ questa la dichiarazione, che fa sorridere nel dramma, fatta da Giuseppe Piazzese (PID), consigliere della Seconda Circoscrizione.
<<Giornalmente incontro tanta gente che si lamenta della mancanza di illuminazione pubblica lungo le strade del mio territorio e sono costretto ad arrossire nel dire che, nonostante le numerose richieste fatte all’azienda preposta, poco o nulla è stato fatto. Fra le strade più a rischio – continua Piazzese  – vi sono Corso dei Mille, Via Sperone, Via M.llo Pecori Giraldi, Via F.Cavallotti, Viale Amedeo d’Aosta e Via Rodolfo Corselli, che essendo più trafficate sono più soggette ad eventuali incidenti stradali>>.
Conclude Piazzese:<<Si corre il rischio, tra l’altro, di veder aumentare la piccola criminalità, come già segnalatomi, per via dell’oscurità in cui sono costretti a camminare i residenti di queste strade, che notoriamente sono popolose. Invito quindi l’Amg a dare seguito alle richieste per tali vie al più presto, così da evitare di rasentare il fondo>>.

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 03/10/2010

La mia opinione sul Papa a Palermo


Fin adesso, nonostante le polemiche, con accuse e difese di parrte, proliferassero, ho preferito non spendere parola rispetto alle mie opinioni riguardo alla visita a Palermo del Papa Benedetto XVI, e non per evitare di essere tacciato di bigottismo cattolico o di rivoluzionismo clericale, quanto piuttosto perchè era necessaria un’accurata meditazione, che fosse confortata da un dato oggettivo e inequivocabile, oltre 100.000 credenti che nonostante la bella domenica soleggiata che avrebbe permesso una piacevole giornata di mare, nonostante i numerosi disagi legati alla lontananza per molti e la possibile stanchezza per tanti, hanno deciso di non mancare a un’appuntamento che rimarrà indelebile nella loro memoria.

Ciò che penso rispetto alla visita pastorale del Papa a Palermo, è che molti soldi che sono stati spesi, non per volontà sua o dell’Arcidiocesi di Palermo, potevano essere risparmiati e magari utilizzati per le tante esigenze della nostra città e della nostra terra.

Penso altrettanto che ingenerosi sono stati manifesti e azioni di chiusura nei confronti di questa visita, da parte di chi non gradiva per motivi politici o posizioni preconcette.

Credo che la massiccia presenza sia la miglior risposta a chi ha sollevato polemiche, questioni, dubbi, etc!!

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 29/09/2010

Lettera aperta ai miei concittadini


Carissimi amici, oggi per me è un giorno molto importante perché sento la necessità di manifestare, dopo i botta e risposta che si sono susseguiti nelle ultime settimane, una serie di riflessioni che sfociano in un atto coerente di responsabilità.

Nelle ultime settimane, all’interno dell’Udc, è stato manifestato un dissenso da parte dell’On. Saverio Romano, allora Segretario Regionale dell’Udc Sicilia, portavoce di chi in Sicilia, ma non solo, vedeva uno spostamento a sinistra della linea politica di Casini e una conseguente presa di posizione nel modo di fare opposizione, arrivando addirittura, alla consueta festa di Chianciano, a chieder le dimissioni del Premier.

Per intenderci, per noi opposizione responsabile è significato sempre accettazione della consultazione popolare e contributo alla prospettiva di un Paese diverso, attraverso un dibattito parlamentare che ci ha visti concordare diverse volte con la maggioranza, in occasione di provvedimenti seri, che mirassero a far evolvere l’Italia.
Evidentemente, mentre dirigenti e simpatizzanti, nonché elettori, apprezzavano questa linea politica che ci distingueva dalle altre opposizioni, qualcuno la applicava solo per opportunismo politico e non per serio convincimento rispetto alle scelte.

Nelle ultime settimane inoltre, abbiamo assistito a un susseguirsi di dichiarazioni politiche, anche a livello regionale, in cui il Presidente Lombardo, eletto con il sostegno di Pdl e Udc, di fatto ha tradito la volontà popolare degli elettori di centrodestra, dando vita nel tempo a ben quattro Governi regionali, con le instabilità politiche ed economiche che ne sono susseguite e che hanno arrecato gravi danni allo sviluppo della Sicilia, nonché ai vari settori dell’economia isolana.

Faccio questa piccola premessa perché doverosa nei confronti di chi non ha seguito passo per passo le vicende che hanno riguardato la Sicilia.

Dopo essere stati messi alla porta da Lombardo, circa un anno e mezzo fa, e dopo esserci resi conto che il Presidente più che gli interessi dei siciliani, privilegiava la distribuzione di posti di sottogoverno a chi aveva una tessera dell’Mpa in tasca, abbiamo iniziato una ferma opposizione sia nella forma che nella sostanza, diventando insieme al Pdl, vincitore come noi delle elezioni, i veri avversari politici, ruolo che avrebbe dovuto recitare chi le elezioni le aveva perse, quindi il Partito Democratico. Ci auguravamo di poter continuare a fare questa opposizione, seria e responsabile, all’interno dell’Udc, fino a mandare a casa chi stava facendo morire agonizzante la Sicilia.

Così purtroppo non è stato.

All’interno dell’Udc , il dissenso a livello nazionale, è stato marginalizzato da Casini, così come lo sono stati coloro che lo manifestavano, fino a scavalcare addirittura la scelta di opporsi in maniera netta e decisa a Lombardo.

Infatti abbiamo assistito, increduli, alla creazione del Lombardo-quater, sostenuto da Fli , gruppo che fa capo a Fini, dall’Api di Rutelli, dal Partito Democratico e dall’Udc di Casini, che con i suoi cortigiani, ha deciso di non continuare nel solco della coerenza che ci aveva contraddistinto sino a quel momento, grazie alla linea politica regionale fin li indicata dall’On. Saverio Romano, e di sperimentare invece nuove alchimie, preludio di quelli che, per mera vanità, saranno gli accordi che presto si manifesteranno a livello nazionale.

La cosa che fa ancor più rabbia è che se gli uomini di riferimento del Sen. D’Alia e di Casini all’Assemblea Regionale, ovvero Parlavecchio, Forzese e Ardizzone,fossero stati coerenti con la linea fin qui sostenuta, il Lombardo-quater non avrebbe mai visto la luce, e oggi la Sicilia sarebbe stata liberata dalla “lombardizzazione” che ha subito e sta subendo, senza però, fino ad oggi, trarne profitto.
Infatti questi tre deputati regionali, sostenendo il nuovo governo Lombardo con l’avallo di D’Alia e Casini, e avendo addirittura espresso un assessore, sono stati determinanti per la sopravvivenza politica del Presidente della Regione Siciliana, ma nella sostanza nulla hanno fatto, se non rendersi complici del tradimento del volere popolare dei siciliani.

Alla luce di questi fatti, consapevole che qualcuno mi criticherà, ma che altri invece apprezzeranno la coerenza, tutti i componenti di quello che era il “Gruppo Udc” alla Seconda Circoscrizione del Comune di Palermo, ed io fra quelli nella qualità di Capogruppo, hanno deciso, condividendo le remore manifestate sia a livello nazionale che a livello locale, di uscire da tale gruppo, che scompare quindi da questa Istituzione e di ascriversi a quell’area di popolari cattolici e moderati che si riconosce nelle idee espresse dal gruppo che coerentemente ha deciso di andar via dall’Udc, per via della sua deriva a sinistra e del tacito accordo tra Casini e D’Alema, e che ha dato nome al gruppo “Popolari per l’Italia di Domani” .

Tale nome è dunque assunto anche dal gruppo che prima era dell’Udc e che adesso non vi si riconosce più e cui tutti i componenti del gruppo in Seconda Circoscrizione hanno aderito.

Questo non avviene, come qualcuno potrebbe pensare, per mero servilismo nei confronti di qualcuno, i servi li lasciamo fare agli altri, quanto piuttosto per rispetto coerente di chi ha permesso che potessimo rappresentarli in Seconda Circoscrizione, ovvero gli elettori, che mai e poi mai capirebbero e anzi prenderebbero come un tradimento, un passaggio a sinistra che avrebbe tutta l’aria di chinarsi a meri giochi di palazzo e non avrebbe a cuore, cosa che invece abbiamo sempre avuto come luce guida, il bene della nostra comunità e del nostro territorio.

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 28/09/2010

I problemi vanno risolti a monte


Ieri sera, ancora una volta la nostra Palermo è stata allagata dalle intense pioggie, che in pochissimo tempo hanno reso impraticabile molti tratti della città.
Ancora una volta tra le zone più colpite della Seconda Circoscrizione, ci sono state Via Messina Marine, sia la parallela all’autostrada, sia Ciaculli.
Già in passato avevo fatto presente che queste zone erano a rischio allagamento e che bisognava attivarsi affinchè si trovassero soluzioni preventive, ma a quanto pare a tutt’oggi nulla è stato fatto..

In particolar modo vorrei soffermarmi su una di queste zone, ovvero Ciaculli, per la quale già ieri sera mi riferivano che dopo soli dieci minuti di pioggia, tutto era bloccato per l’avvento di “fiumi in piena” di acqua piovana, ma questa volta, a differenza delle altre, l’acqua e i detriti non venivano dalla montagna che sovrasta la borgata e che con intense pioggie nel passato ha dato segni di cedimento, quanto piuttosto dalle stradelle che via via nel tempo si sono create.
Nel tempo infatti, vi è stata la corsa selvaggia delle costruzioni abusive, che sono sorte come funghi nella borgata.
A queste spesso si arriva attraverso stradelle e viottoli, che spesso rimangono in brecciolino o addirittura in terra, creando quindi, alle prime pioggie, dei veri e propri fiumi…
Tra l’altro, per quello che mi riferiscono, i fiumi d’acqua piovana, ieri sera, erano misti a materiali edili, segno che ancora oggi c’è qualcuno che, nonostante i moniti che prima di tutti madre natura ha dato, sta continuando a costruire abusivamente nelle campagne di Ciaculli.
Ecco quando dico che i problemi vanno risolti a monte, mi riferisco per esempio a controlli, da parte delle forze preposte, sul territorio, affinchè non venga deturpato ulteriormente l’ambiente, tra l’altro mettendo a rischio l’incolumità di tutti!!

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 22/09/2010

A chi giova il Lombardo-quater?!


Ieri pomeriggio abbiamo assistito alla nomina della nuova Giunta di Governo che il Presidente Lombardo ha deciso debba governare la Sicilia.
I nomi sono alcuni più noti, altri meno.
Ecco la nuova Giunta:
Gaetano Armao, uomo posto già da tempo da Misuraca in Giunta, ma che oggi a quanto pare sconfessa il suo sponsor, fino ad oggi ha tenuto la delega ai beni culturali;
Massimo Russo, magistrato antimafia che ha curato la riforma della Sanità (ed oggi se ne vedonmo i risultati);
Pier Carmelo Russo, ex-dirigente della Regione, fino ad oggi ha tenuto la delega all’Energia;
Mario Centorrino, tesserato smemorato del PD, fino ad oggi ha tenuto la delega alla Formazione;
Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, fino ad oggi la sua delega è stata agli Enti Locali;
Gianmaria Sparma, dicono sia vicino agli uomini di Fli, fino ad oggi dirigente generale del dipartimento Pesca;
Andrea Piraino, Segretario Anci Sicilia, espressione dei tre parlamentari regionali vicini al Senatore D’Alia, che ha avuto mandato da Casini a trattare con Lombardo l’entrata in Giunta, di fatto bypassando il Segretario Regionale dell’Udc, Saverio Romano, il quale oggi ha deciso di dimettersi dalla sua carica di partito;
Letizia Di Liberti, si dice sia vicina a Fli, fino ad oggi dirigente regionale dell’assessorato alla Famiglia;
Sebastiano Messineo, vicino all’Api di Rutelli;
Elio D’Antrassi, uomo vicino all’Mpa, è stato presidente del “Sole dell’Etna”, Agenzia al 70% posseduta dalla Provincia Regionale di Catania;
Giosuè Marino, ex prefetto oggi commissario nazionale antiracket, in quota PD;
Marco Venturi, in quota PD, ex leader di Confindustria, già con la delega all’Industria;

Di fatto quindi è stata varata una Giunta che consolida un’alleanza che anche se a livello regionale potrebbe essere il preludio di una più grande visione a livello nazionale.
I partiti che ne farebbero parte sono: MPA-API-UDC-PD e forze Fli
(che però visto lo smacco dell’esclusione di Strano dalla Giunta potrebbe non farne parte).

Seppur le personalità espresse siano di alta qualità, il problema sta nel chi ha deciso di esprimerle.
Mi spiego meglio.
Sono tutti nomi che esprimono professionallità di alto livello, ma seppur tecnici, dovranno in una qualche maniera rispondere a chi ha permesso che fossero nominati.
Questo vorrà dire che saranno per forza di cose vincolati ad eseguire le indicazioni dei loro big sponsor.

E allora mi sonmo posto una domanda.
A chi giova il Lombardo-quater?!
Forse al PD, in crisi d’astinenza da un potere di cui non ha mai potuto godere?
Forse all’Mpa? Che in questa maniera avendo dei tecnici, può muoversi in maniera più agevole nel dispensare posti di sotto-governo a chi ritiene opportuno?
Forse all’Api di Rutelli e all’Udc di Casini, sodali fra loro nel voler utilizzare insieme all’allegra compagnia, la Sicilia come laboratorio politico per il loro disegno nazionale?
Forse a Fli, che in questo momento ha delle difficoltà e necessita di manifestare il suo potere sul territorio?

Non so..

Sicuramente so a chi non giova!!Sicuramente so che non giova ai siciliani, che hanno votato centro-destra e si ritrovano con il centro-sinistra al Governo.
Preso coscienza di ciò i siciliani dovrebbero ribellarsi, dire la propria, d’appertutto, sui giornali, sui blog, su Facebook,su internet, nelle piazze, nelle Istituzioni!!
Dovrebbero dire basta non perchè non vogliono essere governati da Cracolici e Lumia, ma perchè loro, insieme a Casini e D’Alia, a Rutelli e Lombardo, stanno portando la Sicilia dentro il baratro!!
Baratro dal quale ho l’impressione sarà difficile far uscire una terra che già martoriata necessita di tante risposte che finmo ad oggi Lombardo e i suoi amici non sono stati in grado di dare!!!

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 16/09/2010

Nel sistema elettorale si torni alle preferenze


Oggi è tornata ad essere attuale, dopo un lungo periodo di silenzio, la necessità di una modifica del sistema elettorale, che consenta ai cittadini di poter esprimere la loro preferenza, senza dover quindi sottostare alle voglie politiche di un leader o di un’altro.
Questo è uno dei punti chiave sul quale si basa la democrazia, ed è uno dei punti per il quale io dico che in fondo in Italia siamo in una finta democrazia.
Oggi succede che il Berlusconi di turno decida di inserire in lista, per essere eletto, tizio piuttosto che caio, l’avvocato amico, piuttosto che la velina, e succede anche che inconsapevolmente, o per lo meno con una consapevolezza velata, l’elettore si ritrovi a mettere una preferenza sul simbolo del PDL, perchè crede in quei valori, ma alla fine venga rappresentato da gente che nulla hanno a che fare con i riferimenti ideali a cui si ispira il partito stesso.
A tutto questo è necessario mettere rimedio, perchè alla fine ciò che conta è il volere dell’elettore, e il volere si manifesta solo con la preferenza.
Oltretutto democrazia vuol dire non essere amico di quello o di quell’altro e quindi essere messo in un posto sicuro alla Camera o al Senato, ma competere lealmente, ognuno secondo le proprie convinsioni, a suon di preferenze, in una meritocrazia che premia prima d’ogni cosa la capacità numerica di raccogliere consenso.

A tal proposito è bene ricordare una proposta di legge presentata qualche tempo fa dall’On.Saverio Romano e che mira proprio alla reintroduzione di questa garanzia di meritocrazia e democrazia:LA PREFERENZA
Di seguito ne trovate il testo, che spero molti di voi condividano:

PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato ROMANO

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di introduzione del voto di preferenza per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Presentata il 20 maggio 2008

Onorevoli Colleghi! – L’applicazione della legge per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (legge 21 dicembre 2005, n. 270) alle ultime tornate elettorali ha sollevato alcuni dubbi relativamente al pieno esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini. L’introduzione di liste di candidati bloccate, infatti, ha ristretto l’ambito decisionale riservato al cittadino, che si è trovato nell’impossibilità materiale di scegliere liberamente il candidato. Il ritorno al sistema proporzionale aveva tra i suoi obiettivi quello di restituire, appunto, ai cittadini il potere di scegliere, oltre al proprio partito di riferimento, anche il proprio rappresentante al Parlamento, facoltà che era stata negata dal meccanismo del collegio uninominale, in cui si sceglieva tra singoli candidati rappresentativi dei rispettivi schieramenti ma imposti da accordi che vedevano spesso «catapultati» nei collegi candidati che non avevano alcun collegamento con il territorio.
Veniva pertanto a mancare quel rapporto di fiducia e di appartenenza che il sistema proporzionale ha restituito in parte, senza però un processo di selezione della classe dirigente che parta dal basso e non sia imposto dalle segreterie dei partiti politici.
Scopo della presente proposta di legge è, dunque, quello di riconsegnare al cittadino la possibilità di decidere a quale dei candidati dello stesso partito attribuire la propria preferenza. Una proposta che ci sembra rispettosa del principio democratico e costituzionalmente garantito del voto libero e che ridona al cittadino quella sovranità popolare che caratterizza ogni moderna democrazia partecipata.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2 dell’articolo 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Oltre al voto di lista l’elettore può esprimere tre preferenze scrivendo il cognome dei candidati»;

b) al comma 2 dell’articolo 31, dopo le parole: «con il diametro di centimetri tre» sono aggiunte le seguenti: «, con a fianco uno spazio per l’indicazione delle preferenze da parte dell’elettore»;

c) l’articolo 77 è sostituito dal seguente:

«Art. 77. – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, compiute le operazioni di cui all’articolo 76, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente:

1) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione; determina quindi la cifra individuale di ogni candidato sommando il numero dei voti di preferenza riportati da ciascuno nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione;

2) comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista e, ai fini di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), il totale dei voti validi della circoscrizione, nonché la graduatoria dei candidati di ciascuna lista, a seconda delle rispettive cifre individuali. A parità di cifre individuali, prevale l’ordine di presentazione nella lista»;

d) al comma 1 dell’articolo 84, le parole: «secondo l’ordine di presentazione» sono sostituite dalle seguenti: «secondo la graduatoria delle rispettive cifre individuali».

Art. 2.

1. Al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 3 dell’articolo 11, dopo le parole: «con il diametro di centimetri tre» sono aggiunte le seguenti: «, con a fianco uno spazio per l’indicazione delle preferenze da parte dell’elettore»;

b) al comma 1 dell’articolo 14 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Oltre al voto di lista l’elettore può esprimere tre preferenze scrivendo il cognome dei candidati»;

c) dopo la lettera a) del comma 1 dell’articolo 16 è inserita la seguente:

«a-bis) determina quindi la cifra individuale di ogni candidato sommando il numero dei voti di preferenza riportati da ciascuno nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione»;

d) al comma 7 dell’articolo 17, le parole: «secondo l’ordine di presentazione» sono sostituite dalle seguenti: «secondo la graduatoria delle rispettive cifre individuali».

Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 15/09/2010

L’insegnamento di Padre Puglisi


Oggi ricorre il 17° Anniversario della barbara morte di Padre Pino Puglisi, un amabile sacerdote che della sua vita ha fatto una missione, non di quelle che si svolgono in Africa, ma rimanendo nel territorio in cui è nato, la sua “Africa”.
Un Africa che si chiama Brancaccio, e che aveva e ha tante criticità, ma tra queste riusciva a districare il suo impegno in favore degli “ultimi”.
Tanti sono stati gli insegnamenti che nei suoi cinquantasei anni di vita ha dato Padre Puglisi ai giovani e ai meno giovani che gli si sono accostati e oggi mi sento di porre un quesito: come è stato ed è declinato dalla politica l’insegnamento che ci ha lasciato?
A mio giudizio molte cose sono cambiate e questa è stata una vittoria delle Istituzioni, una rivoluzione culturale che ha fatto nascere tante piccole comunità del mondo della società civile, seminando e facendo germogliare il seme della legalità a Brancaccio.
Ma è altrettanto vero che la politica e le Istituzioni devono fare di più…
Non è plausibile che i locali per i quali Padre Puglisi si è battuto per tutta la vita e che vengono spesso identificati come il simbolo della sua lotta contro la Mafia, di fatto ad oggi, dopo le tante risorse spese dall’Amministrazione comunale, non vengano ancora utilizzati, nonostante siano stati assegnati alla Polizia Municipale..
E questo è uno degli esempi (ma potrebbero essere tanti) degli sforzi che la politica deve fare se vuole veramente affrancarsi all’insegnamento di Padre Puglisi.
Come dicevo ce ne sarebbero tanti esempi e citarli tutti sarebbe anche un problema per voi che leggete, ma sicuramente è uno sforzo che va fatto, diversamente lo sforzo di un sacerdote che ha sacrificato la sua vita per la sua gente verrà ridotto a un sacrificio inutile.
Non rendiamolo tale, non uccidiamolo nuovamente!!!

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