Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 11/09/2010

L’orgoglio di essere liberi


Ho sempre pensato che la chiarezza nella vita debba essere una delle cose che contraddistingue gli uomini e ancor di più lo penso per chi come me e come tanti fanno politica mettendo al centro il ragionamento per la propria terra e il buonsenso nel proprio fare.

Come molti di voi sanno sono a Chianciano e da qui ho avuto modo di sentire un’aria di cambiamento che si trasmetterà attraverso tutto il Paese e che contraddistingue la Sicilia nel percorso che porterà l’Italia a un diffuso senso di responsabilità rispettoso delle Istituzioni e di un volere popolare che vuole che nel Paese prima ancora che gli accordi di palazzo prevalgano le riforme per la gente!!

Oggi a Chianciano, l’On. Saverio Romano ha dato un messaggio breve, ma fortissimo nella sua fermezza e validissimo nella sua orgogliosa difesa del Sud e della Sicilia.

Di seguito una breve sintesi attraverso il suo comunicato:

“Le doti di onestà, generosità e lealtà che ho appreso da mio padre sono le stesse che mi hanno accompagnato nella mia vita privata e politica, consapevole come sono che nessun prezzo può bastare per comprare la libertà di ognuno di noi. Desidero essere ricordato come uno che non ha mai cambiato bandiera. La situazione politica italiana, abbastanza delicata, impone responsabilità e senso delle istituzioni. Ebbene, in tale contesto la partita di Gianfranco Fini è tutta interna al Pdl ma non posso che ammettere che non credo ai ripensamenti di Fini, convinto come sono che spesso le partite interne possono essere mascherate da nobili principi: dov’era Fini, dov’era il PD quando il nostro partito conduceva una giustissima battaglia per il ripristino delle preferenze? Noi e Fini siamo due cose diverse, al netto delle copiature che ci ha fatto. Sono contrario alla formazione di un terzo polo che sia solo un mero contenitore e che non sia invece il frutto di un progetto politico condiviso. Abbiamo il dovere di essere chiari con gli elettori, e di rappresentare un interlocutore credibile per quel 30% di cittadini italiani, per quel ceto di moderati che non si sentono oggi politicamente rappresentati. Occorre evitare di gettare Berlusconi nelle braccia di Bossi, ma allo stesso tempo dobbiamo giudicare il Premier per quello che fa o non fa e non per i suoi problemi interni. Siamo stanchi, e lo dico come rappresentante della classe dirigente del Sud, dei soliti pregiudizi: delegittimare la classe politica del Sud vuol dire delegittimare tutto il Sud. Il problema del Nord non è il Sud bensì l’Italia tutta, ed è per questo che il modello federalista che la Lega propone non può che essere rispedito al mittente in quanto penalizzante per tutto il Meridione. Sottrarre al Sud le risorse che al Sud spettano vuol dire mortificare lo sviluppo e la speranza, magari con il pretesto di una classe dirigente irresponsabile. Il nostro dev’essere un partito popolare senza limiti geografici, che restituisca onore e meriti alle persone perbene che vi hanno militato e che continuano a militarvi, bandendo allo stesso tempo o rendendone impossibile l’accesso ai delinquenti o a coloro che non condividono la nobiltà dei nostri valori. Al nostro leader Pier Ferdinando Casini mi permetto di ricordare due cose: che la nostra opposizione responsabile partì da Palermo e che ognuno di noi viene ricordato per ciò che dà”.

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Responses

  1. per cominciare ad essere liberi si consiglia di leggere l’articolo di Stella sul Corriere del 9 Settembre:
    Consiglieri assunti (ma assenti) Dal Comune stipendi e gettoni – Corriere della Sera
    http://www.corriere.it
    Palermo spende tre milioni l’anno, un terzo per rimborsare le aziende

    • D’accordo, anche se io sono dell’idea che non bisogna prestare il fianco alla contestazione fine a se stessa.
      L’articolo di Stella, così come nei giorni passati quelli del Fatto Quotidiano, di Repubblica e del Giornale di Sicilia, si riferiscono , contestando, a ciò che in questo momento è permesso per legge.
      Oltretutto sono convinto che bisognerebbe trovare soluzioni diverse, che però non siano penalizzanti per chi ha un lavoro, prima ancora di fare politica, altrimenti si affiderebbero gli enti pubblici ad una oligarchia di ricchi, che spesso fanno politica per interesse e non per il bene della propria comunità!!!


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