Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 01/09/2010

Il rigore


Negli ultimi giorni stiamo assistendo a Palermo ad un susseguirsi di notizie che mettono in netto risalto la politica di rigore nei confronti dei dipendenti da parte dell’amministrazione comunale e delle spa comunali.
Oggi a farla da padrone è la notizia che il ragioniere generale del Comune di Palermo ha sanzionato con censura scritta una ventina di dipendenti della ragioneria, che stazionavano vicino alla portineria in attesa che alle 14.00 potessero lasciare il palazzo della Ragioneria.
Ieri sono state annunciate le verifiche a raffica nei confronti dei lavoratori di Amia Essemme per le molte assenze per malattia e le vicissitudini di Amat che si erano ritrovati con 26 autisti che adducevano problemi di salute tali da non poter più svolgere questa mansione, salvo poi fare retromarcia davanti alla norma che permetteva alla società di metterli in aspettativa non retribuita qualora non avesse avuto altre mansioni scoperte in organico.
Il giorno prima ancora l’avvio delle pratiche di licenziamento per superamento del periodo di comporto per 30 lavoratori di Amia Essemme.

Insomma la politica palermitana sembra essersi svegliata dal torpore in cui era caduta, permettendo a chiunque di fare qualunque cosa in maniera impunita, e sembra aver dato un nuovo corso alla gestione dei suoi dipendenti.

Intendiamoci ci sono tanti dipendenti comunali e nelle spa comunali che sudano in maniera eccellente il loro stipendio, ma non è più tollerabile, in un periodo in cui i servizi al cittadino sono ridotti al lumicino, che chi è preposto ad un servizio, arbitrariamente decida di fare ciò che crede, senza che chi è preposto a far si che i servizi vengano svolti al meglio non lo punisca.

Dico “non è più tollerabile” anche se il termine corretto dovrebbe essere “non è mai tollerabile”, ma concedetemi questo sicilianismo…

In una logica di fornitura di servizi al cittadino è necessario che chiunque svolga un compito all’interno dell’Amministrazione Comunale o delle Aziende dia il massimo senza se e senza ma.
Questa può essere la vera risposta alla disaffezione dei cittadini alla Politica.

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Responses

  1. e un ingiustizia il lecenziamento da mettere anke in pratica ke molti si mettono in malattia e poi l’hi trovi fuori x strada,bisogna un sano accordo tra l’operaio e il datore

    • Quando i lavoratori non fanno il proprio lavoro o approfittano di false malattie per stare a casa o peggio farsi i propri affari, fanno un danno all’azienda nel privato, nel pubblico invece fanno un danno a tutti noi contribuenti e quindi vanno puniti, anche con il licenziamento.
      Non si può stare malati per oltre 700 giorni e sperare di farla franca!!!


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