Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 30/08/2010

Nepotismo e meritocrazia


Come è noto a tutti, oltre a me, nella mia famiglia nessun altro si è mai speso o si spende in politica.
Non ho parenti illustri che fanno politica e quindi sono il primo a chiedere che quanto è successo fino ad oggi, ovvero l’esponenziale affermazione del nepotismo, finalmente cessi e prenda invece il sopravvento la meritocrazia, che permette a chi ha le capacità di farsi strada, nell’ambito della propria ambizione.
E’ di ieri la notizia che un deputato del mio partito, Anna Teresa Formisano, ha presentato una proposta di legge alla Camera affinchè venga modificato il testo unico per le elezioni di Camera e Senato: un solo articolo che cambierebbe in modo radicale la prassi fin qui osservata.
Cito testualmente: “sono nulle le candidature di candidati che risultano legati da vincoli di parentela, in linea retta o collaterale, o di affinita’, se presentate all’interno della medesima lista o della medesima coalizione”.
Una disposizione che si applicherebbe “anche qualora i candidati si presentino l’uno alla Camera e l’altro al Senato”.

In pratica forti di una voglia di meritocrazia si finisce per ucciderla.

E adesso mi spiego.
Io credo che fratelli, sorelle, mogli, mariti, zii, cugini e nipoti di quanti fanno politica e sono stati eletti o decidono di candidarsi, abbiano tutto il diritto di farlo. Senza preclusione alcuna.

E quindi?!

Il problema c’è, esiste ed è reale, ma deve essere risolto all’interno dei partiti.

Infatti non per forza i parenti illustri devono essere lo strumento per accedere alle Istituzioni, in questo caso Camera e Senato.
Ho la ferma convinzione che i parenti meno illustri possano e debbano fare politica, ma utilizzando le proprie capacità..se sono bravi e capaci devono andare avanti, altrimenti devono mettersi da parte e lasciar spazio ad altri, senza che i parenti illustri spingano e si spendano per loro.
Deve cambiare, all’interno dei partiti, la selezione dei candidati, diversamente è il cane che si morde la coda!!

A tal proposito riprendo ed adatto quello che scherzosamente Fabio Granata vorrebe fosse l’articolo 1 dello statuto del nuovo soggetto politico che sta creando Fini e che a mio giudizio dovrebbero inserire tutti i partiti nei propri statuti:

nella selezione delle rappresentanze istituzionali si passa dalla prassi “è un cretino ma è un parente” a quella “è un parente ma è un cretino”

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