Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 06/08/2010

Per confrontarsi bisogna essere in due


Oggi ho deciso di pubblicare la seconda parte della mia riflessione sul confronto e per fare questo vi racconto ciò che è successo ieri nella seduta del Consiglio di Circoscrizione così da mettervi al corrente di quanto avviene e allo stesso tempo ragionare sulle persone e sul confronto fra di esse.
Ieri infatti, aperta la seduta di Consiglio, il Presidente Paolo Serio, verificato il numero legale, da alcune comunicazioni.
Mentre lui parla chiedo di essere iscritto a parlare per mettere a conoscenza il Consiglio tutto di alcuni problemi presenti sul territorio.
Il Presidente Serio, finite le sue comunicazioni, è costretto a uscire per alcuni impegni istituzionali, e continua a presiedere la seduta il Vice-Presidente Ignazio Cracolici (PD), fratello del deputato regionale Antonello Cracolici.
Questi, insediatosi alla Presidenza, anzichè concedermi la parola (avevo come dicevo prima da far presente alcuni problemi della Seconda Circoscrizione), decide di andare avanti con i punti all’Ordine del Giorno e approvare i verbali delle sedute precedenti.
Io ho fatto presente più volte al Presidente pro-tempore Cracolici che mi ero iscritto a parlare durante le comunicazioni, ma lui adducendo motivi futili, proseguiva con la sua volontà di approvare i verbali.

Si preferiva quindi, anzichè esaminare e risolvere i problemi del territorio, trattare l’approvazione di verbali delle sedute precedenti, che in fin dei conti sono solo “scartoffie burocratiche”.

A questo punto vista l’incongruenza politica e amministrativa oltre che formale e Istituzionale, chiedevo la verifica del numero legale, e Cracolici, anzichè accogliere in modo formale la mia richiesta, iniziava ad inveire verso di me con affermazioni verbali pesanti e che non si addicono a chi presiede una Istituzione e rinviava la seduta di un’ora adducendo la mancanza del numero legale, senza però verificarlo, come prassi vuole per appello nominale.
A tal proposito oggi ho presentato alla Segreteria di Presidenza una mia nota che di seguito allego:


Adesso la domanda è molto semplice.
Come ci si può confrontare con personaggi che oltre a fare demagogia e catastrofismo, accuse e mai seri ragionamenti politici, null’altro sanno fare?

La vicenda che vi ho raccontato si riallaccia perfettamente con le vicende che abbiamo visto negli ultimi mesi alla Camera dei Deputati ed evidenziano una profonda differenza.
Cracolici e Fini (non me ne voglia per paragonarlo a un ex-Ds) ricoprono lo stesso ruolo, con la differenza che mentre Fini, nel suo ruolo di Presidente della Camera è sempre stato super partes, Cracolici ha offerto un modello differente, dimostrando di avere oltre che poco bon ton politico, anche scarsa conoscenza delle prassi!!

A voi le conclusioni!!!

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Responses

  1. Il “confronto democratico” è una grande conquista del genere umano, infatti quando questo rapporto viene meno tutto diventa più difficile complicato.
    Tutto quello che è democrazia ha diritto di replica o come ci siamo inventati oggi ha diritto alla “par conditio” (come dicevano i saggi latini).
    Quindi tutto andrebbe gestito in maniera diversa…
    Per tanto mi permetto di fare alcune riflessioni sull’articolo (?) pubblicato…
    Piuttosto mi piacerebbe avere un resoconto pubblico di tutto quello che “avviene” al Consiglio e non solo cose che interessano un solo consigliere o il confronto che definisce i rapporti più o meno deontologico del Consiglio stesso.
    Il Presidente che si allontana e lascia condurre la seduta ad altri in questo caso il vice presidente non fa altro che quello che è nelle sue facoltà, aver chiesto la parola essere iscritti a parlare non è un diritto automatico per parlare durante la comunicazione del Presidente, sempre primo punto all’O.d.g. delle sedute della seconda Circoscrizione… quindi se chi Presiede, non è il Presidente pro-tempore ma colui che in maniera regolamentare è chiamato a questo compito, può per consegna del Presidente della Circoscrizione far scorrere l’ordine dei lavori così come elencato nel documento di convocazione…
    Io credo che sia alquanto inopportuno citare l’Onorevole Cracolici… che non era presente in questo contesto, se il tuo intento era di fare un rimprovero al deputato per un eventuale comportamento che non piace al consigliere Piazzese per il suo collega vice Presidente della Circoscrizione? Mi sembra poco corretto e un poco strampalato, ma questo è un mio giudizio e non la regola.
    Per tornare alle regole… come mai Consigliere Piazzese usa la carta intestata della circoscrizione dove compare solo il logo del Comune di Palermo e con una scritta in subordine del partito di sua appartenenza? … Questa non e solo prerogativa del Presiedente o gli uffici?
    Il vero problema che vige, caro Consigliere Piazzese, è che ci si crede grandi amministratori nelle Circoscrizioni, invece si è in un organo senza utilità politica attiva e inutilmente messo a gestire il nulla!
    Purtroppo il diffuso senso del delirio di onnipotenza che i Consiglieri hanno gli fa perdere il senso della misura dei limiti che si hanno.
    Cito testualmente quanto da scritto nella nota “Si preferiva quindi, anziché esaminare e risolvere i problemi del territorio, trattare l’approvazione di verbali delle sedute precedenti, che in fin dei conti sono solo “scartoffie burocratiche”.
    Esaminare è giusto, proporre è doveroso, ma… risolvere i problemi? Con quale autonomia amministrativa? Quella che hanno cancellato nel bilancio delle Circoscrizione qualsiasi somma per poter sopravvivere? Allora di cosa stiamo parlando? Di “scartoffie burocratiche” che, ogni cittadino avrebbe il dovere di leggere per capire quello che rappresenta la Circoscrizione, cioè quanto sopradetto da me… il nulla! Le “scartoffie burocratiche”, caro Consigliere, sono i documenti di quanto avviene in Consiglio e mi piacerebbe sapere quanti sono i Consiglieri che fanno il lavoro di Consiglieri e quanti sono i Consiglieri che stanno nell’aula per più di mezzora per volta e quanti sono i Consiglieri che conoscono i regolamenti e cosa ci vengono a fare se non fare in modo di accontentare il signor Tizio o la signora Caio per la potature dell’albero di fronte casa o lo spostamento del cassonetto da vicino la propria casa, Consigliere Piazzese, le ricordo che parlo con cognizione di causa essendo stato nel 1998 il primo Presidente eletto in questa città, ed esattamente nella seconda Circoscrizione che, per acrimonia di qualcuno ha fatto spendere soldi alla pubblica amministrazione costringendoci a tornare al voto a metà della consiliatura 1998/2002 – (allora comunque il gettone di presenza era di poche lire, poi con la riforma del 2000 legge 30 tanto è cambiato).
    Se avessi presieduto io il Consiglio non avrei assolutamente fatto la verifica del numero legale ma per motivi di ordine, perché sicuramente i toni usati saranno stati certamente molto accesi, avrei sospeso la seduta a prescindere del numero legale. Poi, se il numero legale non c’era, consigliere Piazzese, bastava aspettare la prima votazione ed automaticamente il verbale non poteva essere approvato per la mancanza del numero legale che quindi i blateraggio e le contrapposizioni che sono emersi mi sembrano come direbbe il grande Shakespeare “Molto rumore per nulla”. Cari consiglieri vi inviterei a fare quel poco, che vi è consentito, con serenità e giustizia e non scomodare né l’onorevole Fini e neanche L’onorevole Cracolici che certamente possono non essere condivisi nelle loro idee ma vanno rispettati e non tirati in ballo per sterili inutili polemiche. Non cerchiamo la “super partes” o la “inter pares” ma una fattiva collaborazioni che crei circoli virtuosi e non circoli viziosi, in cui vi infilate con sterili problemi. Siate vicino al popolo che ha tanto bisogno di conforto e di sostegno in questo periodo di crisi economica particolarmente drammatica per le famiglie italiane.
    Grazie per la cortese ospitalità ma per finire e sdrammatizzare direi parafrasando quando diceva il Principe De Curtis in arte Totò “Nui simmo serie appartinimmo … alla Democrazia”

    Spero che questa mia “RIFLESSIONE” sia pubblicata magari senza censura!
    Ancora grazie e a presto.

    • Parto con una premessa, non ho mai censurato nessuno, ne mai lo farò, almeno fino a quando i commenti non offenderanno qualcuno, a quel punto sarò costretto dal buonsenso a modificare o meglio non pubblicare il commento.
      Concordo con te quando dici che mi piacerebbe avere un resoconto pubblico di ciò che avviene nelle sedute di consiglio, non concordo invece quando dici che l’utilizzo della carta intestata è solo prerogativa del Presidente.
      Non concordo oltretutto quando dequalifichi il lavoro fatto dalle Circoscrizioni, e mi stupisce che lo faccia tu, che Presidente di Circoscrizione lo sei stato,anche perchè sei perfettamente a conoscenza che per quanti consiglieri ci possano essere che vengono in Aula per meno di mezz’ora e solo per accontentare il Tizio o il Caio, ce ne sono altrettanti, che in aula sono presenti dall’inizio alla fine della seduta e portano avanti le istanze del territorio, a prescindere che queste siano interesse di Tizio o Caio.
      Mi spiace tu non abbia piena conoscenza di come sono andati i lavori d’aula in quella seduta e che tiri a dare giudizi, o dici cosa avresti fatto, in maniera affrettata.
      Infine, per quanto riguarda la citazione che tu giudichi “inopportuna” dell’On. Cracolici, per il quale ho grande rispetto, non ho fatto altro che dire citarne il rapporto di parentela con il Vice-Presidente. Non credo questo sia inopportuno.Inopportuno è forse reputare sterili inutili polemiche quelle descritte nel post, che invece sono lo specchio di ciò che può succedere in una Istituzione e di cui il cittadino dovrebbe essere informato sempre.


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