Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 12/06/2010

Cimino e le Provincie siciliane


Oggi a tener banco sono le dichiarazioni dell’Assessore, nonchè Vice-Presidente della Regione Siciliana, Michele Cimino, il quale dichiara che si farà  promotore di una proposta per l’abolizione di alcune province siciliane, dicendo che sarebbe logico sopprimere quelle che insistono nelle città metropolitane, ovvero Palermo, Messina, Catania.
Su queste dichiarazioni vorrei fare una riflessione per capire se le scelte sono economiche e nell’interesse dei cittadini, se l’Assessore vuole dare il suo contributo alla realizzazione del Programma nazionale del Pdl, o se sono squisitamente a salvaguardia della sua parte politica.
Per fare questo a mio giudizio bisogna partire dall’analisi dei personaggi chiamati in causa, ovvero Michele Cimino e i Presidenti delle relative Provincie, ovvero Avanti, Castiglione e Ricevuto.

L’On.Avv. Michele Cimino, nasce a Porto-Empedocle (AG) e appartiene all’area del Pdl-Sicilia, quel gruppo creato da Gianfranco Miccichè, per contrastare la politica portata avanti dal Pdl ufficiale (o lealista), che a suo dire è in contrasto con gli interessi dei siciliani.

Il Presidente della Provincia di Palermo è Giovanni Avanti, nasce a Belmonte Mezzagno (Pa) ed è espressione dell’UDC, in Sicilia alleato del Pdl lealista.

Il Presidente della Provincia di Messina è l’Avv. Nanni Ricevuto, espressione del Pdl lealista avverso al progetto sicilianista del mentore di Cimino.

Il Presidente della Provincia di Catania è l’On Giuseppe Castiglione, co-coordinatore del Pdl ufficiale in Sicilia, noto rivale di Gianfranco Miccichè nella conduzione della linea politica del partito di Berlusconi in Sicilia.

Fatte queste precisazioni le strade di riflessione sono due o Cimino vuole dare il suo contributo alla realizzazione del programma politico del Pdl, e allora gli consiglio di raccordarsi con Berlusconi, perchè questa iniziativa può essere ripetuta in tutte le città metropolitane d’Italia, creando un notevole risparmio in termini economici.
Anche se mi pare che la tendenza a livello nazionale non sia, nonostante era uno dei punti fondamentali del programma, l’abolizione delle Provincie.
Dimostrazione ne è l’inserimento poi la rimozione,l’ennesimo inserimento e ora a quanto pare un emendamento che esclude il taglio di alcune Provincie.
L’alternativa a questo ragionamento è la posizione squisitamente politica (della sua parte politica), che tende ad escludere dalla conduzione di alcune Istituzioni suoi diretti rivali, eliminando le Istituzioni stesse.
Certo se fosse così, questo processo evidenzierebbe la profonda meschinità politica della proposta, che a tutto mirerebbe tranne che al miglioramento dei conti pubblici e al bene dei cittadini siciliani.

Io credo, probabilmente perchè sono sempre stato abituato a ragionare per categorie omogenee, che se si parla di abollizione delle Provincie, si deve parlare di tutte le Provincie, senza esclusione alcuna.
Ma insieme a ciò si deve pensare alla ricollocazione del personale in questo momento in servizio, in considerazione degli organici di Comuni e Regione Siciliana già sovraccarichi.
Consiglio all’Assessore Cimino di dedicarsi meno a proposte incongrue e più allo sviluppo dell’economia della Regione Siciliana, avendo egli la delega per l’Economia e le Finanze.

Annunci

Responses

  1. non lo faranno mai ci sono troppi ineterssi.

  2. nella nostra sicilia tutte è sproporzionato (non lo faranno mai ci sono troppi ineterssi.)


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: