Pubblicato da: Giuseppe Piazzese | 06/06/2010

Ad Agosto potremmo essere con i rifiuti fino al collo


Questa mattina, facendo la mia solita rassegna stampa web, mi sono imbattuto su un articolo di Repubblica, che racconta di come il 3 giugno scorso un consulente dell’AMIA, il professore Federico Vagliasindi,  e uomini della prefettura dopo un sopralluogo a Bellolampo, abbiano fatto una relazione in cui attestano che alla quinta vasca rimangonmo circa 70 giorni di vita.
Ciò significa che a conti fatti ad Agosto ci potremmo trovare con una discarica satura, incapace di ricevere i rifiuti che giornalmente produciamo, e l’immondizia che si accatasta vicino ai cassonetti.
A questa prospettiva bisogna aggiungere l’incoscienza di chi, per stanchezza, gioco od olezzo, deciderà di dar fuoco ai rifiuti, creando un doppio danno, l’emissione di diossina e la distruzione dei pochi cassonetti che sono rimasti, oltre che genererà la necessità del riacquisto di tali cassonetti da parte di AMIA, contribuendo ad appesantirne i conti e aumentanto il buco nero che ha inghiottito diverse centinaia di milioni di euro.
Questo problema riapre, se mai si era chiusa, la questione termovalorizzatori e tira nuovamente in ballo le percentuali della raccolta differenziata.
Sui termovalorizzatori c’è poco da dire che già non sia conosciuto, siamo fra le poche regioni a non averne neanche uno, e l’89% dei rifiuti va in discarica.
Lombardo a riguardo prima aveva detto si, poi no, adesso da delle aperture sul tema a Berlusconi, consapevole di correre il rischio di essere surclassato da un commissario, nominato dal Ministro Prestigiacomo, la quale ha ricevuto mandato per risolvere il problema rifiuti in Sicilia, con particolar attenzione a Palermo.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, che è uno degli strumenti che dovrebbe accompagnarsi ai termovalorizzatori, non tutti sanno che, nonostante  l’Unione Europea abbia emanato una direttiva che pone al 60%  il limite massimo di rifiuti che è possibile smaltire in discarica, e nonostante i progetti sperimentali avviati a Palermo dal Ministro dell’Ambiente, proprio qui siamo fermi a circa il 4% di differenziata.
Per carità  bisogna riconoscere che nelle zone in cui è stato avviato il progetto sperimentale di raccolta differenziata, a Palermo, il dato è sensibilmente aumentato, arrivando secondo quanto dichiarato da AMIA al 79%, dato che sembra molto alto ad alcuni, ma è chiaro che parliamo di quartieri comunque già più predisposti culturalmente alla differenziata.

Già quando si parlò di questo progetto, avevo proposto che la sperimentazione partisse dai quartieri periferici, dove naturalmente c’è una minor cultura della raccolta differenziata e quindi con maggiori possibilità di aumentare questo tipo di sensibilità all’ambiente.

Ma chiaramente la mia rimase una voce fuori dal coro.

C’è da dire comunque che Palermo dovrebbe prendere spunto, riguardo alla raccolta differenziata, da altri Comuni siciliani, magari piccole realtà, più facilmente gestibili, ma sempre importanti per riuscire a trovare degli spunti utili.
Facendo qualche esempio possiamo citare, tratto dai dati di Legambiente relativi all’anno 2009: a Salaparuta si è differenziato e riciclato il 60,76%, a Poggioreale il 58,93%, a Gibellina il 58,21%, ad Aliminusa il 52,42%, a Santa Ninfa il 50,81%.
Ad Alcamo è entrata  in funzione una tra le prime dieci isole ecologiche interrate esistenti in Sicilia. Funzionano con un tesserino magnetico personale in qualsiasi momento del giorno, liberando cosi i cittadini dagli orari della raccolta del porta a porta. Ogni isola ecologica è costata 108 mila euro ed è stata pagata con i fondi Por 2000-2006. Si seleziona il tasto che corrisponde ai rifiuti da depositare, la macchina pesa il contenuto, poi si apre lo sportello e il sacchetto cade dentro uno degli otto cassonetti da 1.200 litri che ruotano sotto terra, pronti a ricevere il contenuto differenziato. I dati su peso e tipo dei rifiuti vengono inviati a un computer del Comune che raccoglie i dati di conferimento di ogni famiglia. Il progetto “Alcamo differente”, per ciò che mi risulta, ha incontrato il gradimento dei cittadini, creando quasi una gara per essere premiati dall’Amministrazione.

La riflessione da fare è: ma perchè “la politica che decide” non prende mai ad esempio casi come Alcamo e facendo le dovute differenze e gli opportuni cambiamenti non adatta il modello ai Comuni che ne hanno necessità?

Annunci

Responses

  1. Probabilmente “La politica che decide” è impegnata in altro, forse non ha intenzione di copiare l’operato altrui giusto o sbagliato che sia, forse vuole emergere con qualcosa di insolito dando ( o sfruttando) l’opportunità ai cittadini di pagare contributi maggiori con qualcosa che a lungo andare mostri solo lati negativi. L’unica risposta che possa venirmi in testa, non avendo voce in capitolo, è quella del “NO COMMENT…”.

  2. Il problema rifiuti è la priorità della città di Palermo, come abbiamo visto questo tema a creato grossi problemi all’economia della nostra città, come è stato la disdetta(causa città piena di rifiuti) del convegno dei medici Greci ,che si doveva tenere nella nostra città, (100 mila euro persi), inoltre assistiamo ad una presenza minore dei turisti.
    Credo che nessuno puo mettere in dubbio ,che le responsabilità sono politiche di chi amministra questa città, in quanto , posso anche giustificare( ma non giustifico) i cumuli di immondizia davanti ai contenitori, vista la carenza di compattatori, ma quello che non giustifico è l’immondizzia per le strade di palermo , quindi si tratta di mancanza di organizzazione del lavoro all’interno dell’amia, in quanto il personale è sufficiente per garantire la pulizia delle strade, allora mi chiedo perche ci sono pochi spazzini e se i compattatori sono pochi perche il personale non viene spostato per le strade?Il vero problema è la raccolta differenziata ,che ancora non riesce ad entrare nella cultura dei palermitani ,ma anche dai nostri amministratori, in quanto incapaci di organizzare il servizio in tutta la città , proprio oggi , mi sono trovato ancora una volta il contenitore del vetro sempre pieno e da settimane che non viene svuotato. Non esiste nessun tipo di incentivazzione , che permette il personale di non svuotare soltanto il contenitore, ma di pulire tutto quello che rimane attorno.per fare acquisire la cultura della differenziata ai palermitani ,dobbiamo partire dalle scuole, sui giovani bisogna investire , perchè loro sono quelliin grado di fare cambiare mentalita ai grandi . L’amministrazione deve fare la sua parte anche con i commercianti , quanti cumuli di cartone vediamo buttati dentro i contenitori della spazzature e non su quello della carta. Inoltre voglio dire che a Napoli L’immondizzia a permesso la vincita delle elezioni al centro destra ,a Napoli esisteva il problema della discarica , fino ad oggi a Palermo la responsabilita è politica del centro destra , spero che i cittadini riflettano.

  3. Ricordo che anni fa a Palermo si fece una campagna pubblicitaria che educava il cittadino a mantenere pulita la città. Cartelloni pubblicitari con la scritta “aiutaci a mantenere pulita la tua città”, erano stati disseminati un po’ dovunque, e in effetti, Palermo diventò più pulita. Ora leggendo questo articolo, è chiaro che ci siamo involuti. Occorre cambiare la politica, si deve cercare di educare il cittadino alla raccolta differenziata, e penso che, oggi come allora, ci si può riuscire, utilizzando sia l’informazione che i controlli, specialmente nei quartieri più popolari, le grandi aree periferiche che di norma vengono lasciati al totale abbandono e al degrado.

  4. A CASA MIA FACCIAMO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA,NON COMPRO BOTTIGLIE D’ACQUA ,BEVO QUELLA DEL RUBINETTO DOPO AVER ISTALLATO UN DEPURATORE,MORALE DEL DISCORSO SCENDO PER BUTTARE LA SPAZZATURA E TROVO LE VARIE CAMPANE SEMPRE PIENE QUINDI DOPO AVER DIVISO CARTA PLASTICA ED ALTRO SONO CASTRETTA A BUTTARE TUTTO NEL SOLITO CONTENITORE QUANDO è VUOTO (RARAMENTE )OPPURE PER TERRA QUANDO C’E LO SPAZIO .TUTTO QUESTO NON è ACCETTABILE !!!!!!!!!!!!!

  5. Ma quale politica? Forse la politica che decide… ma se non decide è meglio… altrimenti rischiamo di trovarci con incompetenti Presidenti che, invece di fare il bene di Palermo potrebbero fare gli interessi elettorali di una “certa” parte…
    Ma forse questo già è successo… Forse questa è la causa della marasma dei rifiuti in cui si trova la vostra splendida città piena di monumenti… (magari assediati dall’immondizia)
    Comunque mi piacerebbe sapere o scusate… ma è vero che l’ AMIA è fallita? Come mai? I palermitani birichini non pagano il balzello della tassa sui rifiuti? Oppure la pagano e i soldi fanno altra via? Oppure l’azienda veniva pagata e i finanziamenti distratti per altre facezie di quest’Azienda come investimenti sbagliati (Cassonetti oppure cestini che nessuno svuota mai, specialmente in periferia). O magari altro!
    Forse è meglio aspettare qualche anno, per pulire la città, cosi sotto elezioni interviene qualche direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri… nominato commissario straordinario “ra munnizza” per fungere da catarsi, come a Napoli e poter ripetere l’assalto al Palazzo di Città per farlo ripiombare nel baratro dell’oscurantismo munnizzaro…
    Ma forse io sono un nostalgico della politica oppure a 80 anni non ho capito niente e sono solo un utopista che ama pensare che qualcosa possa cambiare …
    Speriamo che cambino, “ma loro non cambiano” ma questa l’ho già sentita tanto tempo fà… si era una Preghiera dei fedeli che riecheggio in un Panteon palermitano gremito e commosso che, al funerale di buoni servitori della collettività, scateno una nuova storia di Palermo facendola uscire dei palazzi, insomma un nuovo rinascimento palermitano.
    Spero che la stessa indignazione, mi perdonino GLI EROI del 1992 che pagarono con la vita un grosso tributo alla democrazia e alla legalità, ricresca nei cuori di palermitani onesti che onestamente hanno il diritto di vivere bene migliorando la qualità della vita …

    Amate questa città questa vive solo se ha amore e se ha amore lo restituisce tutto e vi dà anche gli interessi.
    Provate ad affacciarvi alla terrazza del castello Utveggio e guardate la città provate ad osservare dall’alto i vecchi quartieri di Palermo e cercate di individuare i quartieri e pensate una sola cosa di pregio che ha ogni quartiere e capirete quanto scellerata e dissennata è l’amministrazione di questa città… scusate ma la “munnizza” allora è solo una parte dei problemi di Palermo.
    Dottore Piazzese mi scusi se ho magari approfittato del suo spazio e sono stato un poco (o forse molto) sconnesso ma ho ottant’anni e come dice Borges mi concedo qualche licenza poetica…

    Cari Amici ora vi saluto come non sa dire il vostro sindaco “VIVA PALIERMU E SANTA RUSULIA”.

    …devotamente il vostro Pasquino


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: